Camillo Sperzagni

Membro del Core Team

Riconosciuto per la sua grande esperienza nella formazione, nel coaching, nel counseling e nel change management, Camillo Sperzagni accompagna persone, team e organizzazioni nei processi di crescita e trasformazione.

Nel suo lavoro unisce rigore metodologico, profondità di ascolto e una solida capacità di lettura dei contesti. La sua esperienza gli consente di intervenire con lucidità nelle situazioni complesse, aiutando individui e gruppi a sviluppare maggiore consapevolezza, qualità di relazione e capacità di azione.

Expert DoLquest Sistemico certificato

Membro dell’Accademia DoLquest

La mia storia con DoLquest

Da uno strumento a una dinamica sistemica vivente

Il mio incontro con DoLquest è avvenuto diversi anni fa, apparentemente per caso. Mentre ero alla ricerca non di uno strumento di assessment, ma piuttosto di una modalità peculiare di osservare le persone, le organizzazioni e i processi di cambiamento.

Da molti anni lavoro nell’ambito del coaching, della formazione e del cambiamento, con un interesse crescente verso i modelli sistemici di lettura della realtà. In questo percorso, ho spesso sentito il limite di approcci troppo classificatori: modelli che sembravano voler definire “chi sei”, fissando identità, tratti o tipologie relativamente statiche.

L’incontro con DoLquest mi ha colpito proprio per la direzione opposta.

Ho trovato uno strumento capace di leggere non tanto “la persona”, quanto il suo modo di funzionare in un determinato momento, in un determinato ecosistema di relazioni, responsabilità e pressioni. Non una fotografia identitaria, ma una dinamica di utilizzo delle risorse, dei canali energetici, delle tensioni evolutive e delle possibilità di sviluppo.

Nel tempo, questo approccio si è rivelato estremamente coerente con il mio modo di lavorare: un approccio che considera ogni individuo come parte di sistemi più ampi, in continua interazione con contesti, linguaggi, vincoli e opportunità.

Negli anni ho utilizzato DoLquest in numerosi assessment individuali e organizzativi, osservando ogni volta quanto possa diventare uno strumento di consapevolezza concreta, capace di generare riflessione, riconoscimento e nuove possibilità di azione.

Uno degli aspetti che sento più vicini al mio modo di pensare è che DoLquest non pretende di “dire la verità” sulla persona

Non assegna etichette definitive, non riduce l’identità a un profilo, non congela la complessità del vivente dentro categorie rigide. Al contrario, apre spazi di osservazione.

Questa prospettiva è profondamente in sintonia con la mia formazione sistemica e con il mio interesse per il pensiero complesso: ogni scelta assume significato dentro una rete di relazioni, di contesti, di adattamenti e di apprendimenti.

DoLquest permette di osservare:

  • dove una persona sta investendo energia;

  • dove la sta disperdendo;

  • quali risorse sta utilizzando;

  • quali altre stanno rimanendo in ombra;

  • quali tensioni evolutive stanno emergendo in quel momento della sua storia professionale e personale.

Trovo molto significativo il fatto che DoLquest nasca in una cornice culturale europea, con una sensibilità meno orientata alla performance identitaria e più attenta alla relazione tra individuo, ambiente, trasformazione e senso.

In che modo DoLquest è in sintonia con me

Ciò che sento particolarmente vicino al mio modo di lavorare è la sua impostazione sistemica.

DoLquest non separa mai la persona dal contesto in cui vive, lavora, comunica e prende decisioni. Questo approccio è profondamente coerente con il mio interesse per il pensiero complesso e per tutti quei modelli che considerano il comportamento umano come parte di reti relazionali più ampie.

Apprezzo il paradosso di DoLquest e la sua feconda apertura al possibile: non identità rigide o definizioni statiche, ma consapevolezza, osservazione e possibilità di evoluzione.

Che cosa non trovo altrove

In DoLquest trovo una qualità rara: la possibilità di leggere contemporaneamente persona, contesto ed energia relazionale.

Molti strumenti producono classificazioni.
DoLquest, invece, produce conversazioni.

Conversazioni profonde e autentiche, spesso sorprendenti, nelle quali le persone iniziano a riconoscere non soltanto “se stesse”, ma soprattutto:

  • come stanno funzionando;

  • quali adattamenti stanno mettendo in atto;

  • quali costi stanno pagando;

  • quali possibilità stanno trascurando;

  • e quale direzione di sviluppo sta cercando di emergere.

Ritengo  estremamente significativa la sua visione sistemica: il profilo non viene mai letto come un’entità isolata, ma sempre come espressione di una relazione dinamica con l’ambiente, con il ruolo, con il gruppo, con la cultura organizzativa e con la storia personale.

Per questo motivo considero DoLquest non soltanto uno strumento di assessment, ma un dispositivo di consapevolezza e dialogo.

Il valore generativo per i miei clienti

Nel mio lavoro di coaching, consulenza e sviluppo organizzativo, ho osservato che DoLquest aiuta le persone a:

  • comprendere meglio il proprio modo attuale di utilizzare energie e risorse;

  • riconoscere aree di sovraccarico o dispersione;

  • leggere alcune difficoltà non come “difetti personali”, ma come effetti sistemici e adattivi;

  • recuperare risorse rimaste marginali o poco utilizzate;

  • sviluppare maggiore consapevolezza del proprio stile di funzionamento nei diversi contesti;

  • affrontare transizioni professionali e organizzative con maggiore lucidità;

  • migliorare la qualità delle relazioni e della collaborazione;

  • costruire scelte più coerenti con la propria fase evolutiva.

Molto spesso il valore più importante emerge nel debriefing: un momento di relazione umana in cui il profilo smette di essere un insieme di dati e diventa occasione di riflessione condivisa, apprendimento e ridefinizione delle possibilità future.